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Gita al Vittoriale per III media

“Dobbiamo fare la nostra vita come un’opera d’ arte”. Sono bastati due pullman, sei insegnanti, un pranzo al sacco e tanta curiosità per visitare la famosissima casa del sommo poeta Gabriele D’Annunzio. Il 14 novembre siamo partiti da scuola per dirigerci verso la villa di Cargnacco, chiamata anche Vittoriale degli italiani, a Gardone Riviera.

Il viaggio in pullman è durato circa un’oretta e appena arrivati ci è saltato agli occhi questo meraviglioso eden affacciato sul lago di Garda, con un giardino veramente immenso che nasconde interessanti sculture e simboli di guerra. Una importante tappa del giro nei giardini è stato il cimitero dei cani di D’Annunzio: il poeta, infatti, possedeva numerosi levrieri ai quali era molto affezionato.

Nella parte più alta del giardino, invece, risiede il Mas, scafo da guerra con cui si compì la celebre “Beffa di Buccari”, conservato in una piccola costruzione per preservarlo dalle intemperie. È visibile sulla parete la scritta “Memento audere semper”, il motto di D’ Annunzio, che richiama la sua indole audace con cui diede il nome all’imbarcazione.

Dopo un veloce pranzetto ci siamo diretti verso la prua di una vera nave, simbolo importante della sua impresa a Fiume, città dell’Istria. L’imbarcazione, infatti, punta in direzione di questa città in ricordo della sua avventura in veste di soldato. Scattata qualche foto, siamo andati al mausoleo, nonché luogo della sua sepoltura. In cima ad esso abbiamo potuto godere di una splendida vista lago.

Ovviamente non è mancata la visita guidata all’ interno della casa. “Io sono un animale di lusso e il superfluo mi è necessario come il respiro”: visitando la prioria siamo riusciti a confermare le sue parole. Il poeta coltivava questa grande passione nel collezionare oggetti di ogni tipo, da vasi di vetro a infiniti libri. Ogni minimo dettaglio mette in mostra la superbia e l’amore per il lusso di D’Annunzio. Ci ha colpiti in modo particolare la stanza in cui lo stesso Gabriele desiderò di essere riposto la prima notte dopo il suo decesso. Luogo della sua morte fu il suo stesso studio, luogo in cui ogni giorno lavorava e dove teneva un mobiletto con tutte le sue medicine, dal momento che era ipocondriaco. Qui scriveva e rifletteva sulla sua frenetica, ingannevole ed esagerata vita.

Finita la visita alla casa, siamo passati alla parte più moderna del Vittoriale, dove si trova l’auditorium che conserva il velivolo con cui fu portato a termine il “Volo su Vienna”. Tappa interessante della gita è stato anche il museo “D’Annunzio Segreto”, che contiene molti dei suoi effetti personali, ad esempio capi di abbigliamento e accessori.

“Io ho quel che ho donato”: è con questa frase riportata all’uscita della villa che si conclude la nostra gita, simboleggiando il gesto di D’ Annunzio nel donare la sua dimora a tutti gli italiani. Questa gita ci ha fatto capire che la letteratura è molto più che svolgere una parafrasi, bensì conoscere a pieno la vita degli artisti e da dove deriva il loro pensiero attraverso le loro incantevoli eredità.

Lucia Marino IIIC e Chiara Veronesi IIIB

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